mercoledì 28 febbraio 2018

LA DONNA E IL GATTO.





DEA BASTET

Bastet fu una grande Dea dell'antico Egitto, venerata già dalla II dinastia (2890 a.c.). Col nome di Bast, fu originariamente la Dea della guerra nel Basso Egitto, la regione del delta del Nilo, prima dell'unificazione delle culture dell'Egitto (3100 a.c.).
Nel corso dei secoli fu rappresentata con le sembianze di  donna dalla testa di gatto o come una gatta nera, assumendo caratteristiche protettive, Dea della casa, dei gatti, delle donne, della fertilità e delle nascite. 

Nel III millennio a.c., Bastet ebbe come contraltare Sakmet la Dea leone, rappresentata come leone e come donna con testa di leone. Sin dai tempi dei Testi delle Piramidi, Bast era madre protettiva ma Sekhmet ne fu la corrispettiva divinità leonina della guerra. Erano i diversi aspetti della Grande madre, colei che protegge e colei che distrugge, cioè la morte che pone fine a tutte le creature viventi.

Diversamente da molte divinità fuse in un'unica entità con l'unione delle Due Terre, Bast e Sekhmet rimasero due divinità ben distinte, Sakmet il giorno e Bastet la notte. E' stato scritto molto su queste due Dee, ma per capire un popolo occorre capire l'uomo.

Sakmet era la leonessa del deserto, il suolo pericoloso che dà poco nutrimento e che diventa mortifero col sole alto che tutto dissecca, o col freddo glaciale notturno. 

Sakmet era la Natura nel suo lato distruttivo, dove il sole anzichè essere simbolo di vita diventava mortale. Dobbiamo capire che l'Egitto ebbe più a lungo un'era matriarcale per cui conservò molto a lungo le Dee primitive.

Accanto a Sakmet e a Bastet, il pantheon egizio conservò Hator ed Iside, anche quando il patriarcato instaurò il culto solare di Ra. 

Sia Hator che Iside furono culti lunari (anche Osiride ed Horus erano lunari) ma successivamente il culto venne modificato e il re degli Dei divenne Ra, un po' come Zeus, figlio di Hera, divenne suo marito, e molti figli delle Dee assunsero il ruolo principale (compreso Cristo e la Madonna).

Gli egittologi poco hanno intuito il simbolo della Dea, il "Felis silvestris catus", un gatto fedele e materno, mentre, viceversa, Sekhmet veniva descritta come particolarmente violenta e temibile. 

Si disse che poiché i gatti domestici tendono ad avere un comportamento protettivo nei confronti del padrone e della sua casa, gli egiziani cominciarono a vedere Bastet come una buona madre, spesso raffigurata insieme a cuccioli di gatto. Un amuleto di Bastet attorniata da gattini era frequente fra le donne che desideravano una gravidanza: tanti cuccioli quanti figli si sperava di avere.

Ma anche Bastet aveva un aspetto temibile: in una delle tombe della valle delle regine è raffigurata portatrice di coltelli per proteggere il figlio del re, e si dice che abbia partorito ed allattato il faraone, del quale sarebbe la Dea protettrice.


Gli egizi divennero talmente devoti alla Dea Bastet e ai gatti che promulgarono leggi per impedirne l’esportazione ma i mercanti fenici riuscirono a contrabbandarne alcuni nei paesi del Mediterraneo. Era altresì severamente punito chi attentava alla vita di un gatto.

A Bubastis è stata rinvenuta una grande necropoli di gatti ed Erodoto aveva scritto:
“I gatti defunti vengono portati a Bubastis, dove sono mummificati e sepolti dentro delle urne sacre”
C'era il culto dei gatti come personificazione della Dea, al museo del Cairo, ma anche a Londra nel British Museum e pure a Torino se ne conservano parecchi mummificati come fossero persone in attesa di resurrezione come gli umani.

Ma un conto è la religione ufficiale e un conto il significato primitivo e non contaminato del mito. A parte che la maggior parte dei miti matriarcali sono corrotti dall'avvento del patriarcato, solo a pochi è dato conoscere il vero archetipo della divinità.

Consideriamo che i faraoni tolemaici (332 -30 a.c.), subentrati ai re persiani, restaurarono le pratiche e le credenze tradizionali dell'Egitto, ma spesso interpretandole attraverso la cultura greca. Così Bastet venne un po' ellenizzata, e prese anche il nome di Ailuros, divenendo inoltre un aspetto di Artemide, Dea greca della luna. 

Sempre per adattarsi alla mitologia greca, Bastet fu resa sorella di Horus, identificato come Apollo (fratello di Artemide), e di conseguenza figlia di divinità estremamente importanti nella tarda religione egizia, Iside Ra. Ma Bastet divenne pure un'appellativo di Athena, anch'essa, anche se si sorvola su questo, divinità lunare per eccellenza.

Quando i Tolomei caddero, Roma prese il loro posto in Egitto (30 a.c.) e l'interpretazione latina delle divinità egizie rimase conforme a quella greca. Dopo l'avvento del Cristianesimo e dell'Islam nel VI secolo rimanevano solo poche vestigia delle antiche credenze egizie, benché il culto di Iside abbia accompagnato il paganesimo fino alla fine. 

Henri-Édouard Naville, Egittologo e filantropo, (1844 -1926),studiò a Ginevra, Bonn, Parigi, Londra, e Berlino. e compì numerosi viaggi scientifici in Egitto, traducendo il Libro dei Morti (e fin qui tutto bene), ma si dedicò in vecchiaia allo studio del Pentateuco, tentando di dimostrare (e qui tutto male perchè venne perseguitato) che questa raccolta di testi in origine sarebbe stata redatta, dallo stesso Mosé, in lingua e scrittura babilonese. 

Naville fece ricerche sia nel sito del tempio di Bubastis sia nelle catacombe dei gatti, oltre che in alcune sepolture faraoniche, e provò così che si trattava di eventi religiosi considerevoli, i cui devoti erano di ogni classe sociale della popolazione egizia.



IL CULTO LUNARE

Spesso gli antropologi hanno considerato i culti lunari inferiori ai culti solari, per la semplice ragione che con la luna ci si vede poco mentre col sole tanto, anzi la luna ha i suoi cicli e per dei periodi scompare, mentre il sole è fisso, ogni giorno sta là e non declina nè si accresce. Bastet e Diana e Minerva furono o derivarono da miti matriarcali, miracolosamente sopravvissuti al patriarcato, ma non al monoteismo che ha ucciso violentemente qualsiasi altro culto.

In realtà i culti matriarcali furono lunari e quelli patriarcali solari. E' vero che l'esterno è ben più visibile col sole, ma è vero che l'interno è molto più visibile con la luna. Se non ci credete osservate il mondo col sole e con la luna. Col sole il nostro umore migliora, ma non è affatto fisso come la mente spera, perchè dipende dagli eventi esterni.

Con la luna diventiamo diversi, sentiamo un languore, un desiderio, una malinconia, non a caso gli amanti si rivolgono sempre alla luna e mai al sole, perchè il mondo dei sentimenti è lunare. Il che significa  che le società matriarcali miravano a conoscere più il mondo interno a noi che non l'esterno.

Di certo non si vuol negare l'importanza del mondo esterno perchè noi viviamo in funzione dell'ambiente, e negarlo sarebbe un ascetismo aberrante, ma forse sono altrettanto importanti ambedue, mentre bisogna ammettere che oggi predomina il mentalismo che si preoccupa solo dell'esterno.



IL CULTO SOLARE

Venne istituito per contrapposizione al culto lunare, non accanto ma distruggendo l'altro, contrapponendosi alla donna, all'anima e alla natura, provocando una devastazione in tutti e tre i campi. 

Ebbe la massima espressione nel monoteismo, il cui principio è l'assolutismo del Dio e la massima obbedienza col massimo sacrificio dei sudditi. Demonizzò la donna, l'anima, l'istinto, la magia, la libertà e la fantasia.



IL GATTO E LA CIVETTA

Guarda caso il gatto e la civetta nel medioevo divennero creature stregoniche e quindi diaboliche, perchè ambedue sono creature che "vedono" nel buio, quindi lunari e non solari. Guardare nel buio significa penetrare nelle buie regioni di se stessi, del proprio inconscio e conoscere i misteri, ovvero i Sacri Misteri, quelli che anche la Massoneria cerca, ma tentando di decifrarli con la mente, cioè senza immergercisi dentro: - CHI SIAMO - DA DOVE VENIAMO - DOVE ANDIAMO -

I mentalisti pensano di poterlo scoprire con la mente, facendo un viaggio alla fine del quale tutto resta invariato, gli animisti, i lunari invece vi si immergono attraversando le acque personali per giungere a quelle impersonali. E alla fine del viaggio tutto è cambiato, soprattutto negli occhi di chi guarda.

SE NON MI IMMERGO NON MUOIO, MA NEMMENO VIVO.

Non a caso nel medioevo si fece strage di gatti e di civette, considerati demoniaci prima e poi portatori di sfortuna, in Egitto poi si fece una tale strage di gatti da estinguerne una razza intera. Una razza non si estingue per caso se non c'è un eccidio vasto e mirato alla distruzione totale. Hitler non riuscì a distruggere tutti gli ebrei come avrebbe voluto, ma islamici e cattolici riuscirono a estinguere tutti i gatti egizi.

PERCHE' TANTO ACCANIMENTO VERSO I GATTI?
PERCHE' IL GATTO E LA DONNA SONO SIMILI 
COSI' CRISTIANESIMO E ISLAMISMO HANNO DA SUBITO ODIATO LE DONNE, 
PERCHE DIPENDEVANO DA LORO E NON POTEVANO FARNE A MENO. 
E TUTT'ORA DIPENDONO DA LORO E NON POSSONO FARNE A MENO.



LA DONNA E IL GATTO

Cos'hanno in comune? Sembra strano, ma hanno in comune l'indipendenza. Per 30000 anni le donne sono state indipendenti dagli uomini, ma per 5000 anni le donne sono diventate dipendenti dai maschi. Come è potuto accadere?

Con la violenza:
1) i maschi hanno costretto le donne al matrimonio.
2) i maschi hanno tolto totalmente il ruolo sacerdotale alle donne.
3) i maschi hanno tolto alle donne il diritto di autogovernarsi, dovendo per legge sottostare ai padri o ai mariti.
4) i maschi hanno tolto alle donne il diritto di combattere, perfino quando erano attaccate da eserciti nemici.
5) i maschi, non accettando che le donne se ne andassero a vivere per conto loro e difendessero con le armi la loro libertà, uccisero tutte le amazzoni, indipendenti e pacifiche se non venivano assalite.
6) i maschi hanno tolto alle donne il diritto di ereditare, di fare testamento e pure di votare.
7) i maschi hanno impedito alle donne di studiare, altrimenti si sarebbero evolute e avrebbero ragionato con la propria testa.
8) i maschi hanno impedito alle donne di lavorare per renderle economicamente dipendenti dai maschi.
9) i maschi hanno alterato la storia, perseguitando tutti coloro che fossero obiettivi con gli animali, con le donne e con la storia (vedi Naville, Newmann, Bachofen e Darwuin).
10) i maschi hanno allevato le donne in cattività facendone eterne bambine, quando con la scuola e l'informazione le donne hanno cercato di riguadagnare la propria libertà sono state perseguitate e fatte oggetto di stupro e di femminicidio.
11) i maschi non accettano che le donne siano indipendenti come i gatti, infatti di solito i maschi amano i cani perchè obbedienti ma non i gatti perchè indipendenti, chi non dipende può giudicarli, e magari abbandonarli.
12) i maschi temono che le donne, se scoprissero che non sono così forti e intelligenti, li abbandonerebbero, in realtà li abbandonano non perchè sono fragili ma perchè i maschi rifiutano la propria e l'altrui anima.
13) le donne hanno un'intelligenza emotiva molto superiore a quella maschile.



LA DONNA MADRE E LA DONNA PUTTANA

Sono due creazioni prettamente maschili per cui la donna deve fare da madre al partner, che infatti si fa servire come un pupo, oppure fa la puttana per tutti, così che non ci si può aspettare niente da lei, perchè è un essere inferiore marchiato e disprezzato a cui non ci si può affezionare.
Ambedue le creazioni sono contro natura.

La donna non è schiava del sesso come il maschio, pure può fare sesso molto più del maschio, perchè ha un orgasmo ripetibile a volontà, e non perde energie anzi ne acquista se la persona le piace. Il maschio dipende dal sesso perchè ha fatto di esso il simbolo della sua forza e del suo valore. 

Se è più forte fisicamente deve avere potere, il che, in un mondo dove la guerra si fa spingendo bottoni, e dove in pace gli adulti non si azzuffano è un controsenso. In più se viene accolto nel grembo femminile si sente accettato, senza capire nulla di ciò che la donna sente e del perchè sta facendo sesso. Infatti stupra perchè è arrabbiato con le donne che non lo riconoscono come superiore e pertanto devono essere punite.



IL GATTO

E' come la donna, vi odia o vi ama a seconda di come lo trattate, ma pure a seconda di quanto vi intendete tra voi. Se ce l'ha con voi o comunque gli state sulle scatole vi volta le spalle e non vi guarda. Non è riconoscente per il cibo che gli date, ma se comprende di essere amato veramente ricambia profondamente. Può vivere con altri ma pure da solo, se gli date un ambiente un minimo naturale. Non accetta capobranchi, ogni gatto è un capobranco.

Nel suo profondo è così anche la donna, per questo in genere ama i gatti e corre a salvarli quando può. Le gattare sono solo donne. Un vero uomo riconosce la libertà della donna, la rispetta e l'apprezza. Se non l'apprezza e non la rispetta, non è mai diventato un uomo, ma è solo un bambino prepotente.

DONNE, RICORDATE CHI FOSTE




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