martedì 16 luglio 2019

LA CHIESA ODIA LE DONNE


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ADDIO GESU' CRISTO CHE STAVA SEMPRE CON LE PIE DONNE, I PRETI ODIANO E ASSERVISCONO LE DONNE:

- "Diffusa era, nell'élite femminile colta del mondo ellenistico-romano, la speranza di trovare nella religione nascente una uguaglianza e un'autogestione dell'esistenza svincolata dalle leggi patriarcali. Speranza, che si tradusse nelle sempre più numerose conversioni da classe alta, con fuga dai matrimoni e ascetismo crescente, che si verificarono a Roma nel III e soprattutto nel IV secolo, dopo che Costantino col suo editto ebbe liberato le cristiane dal temuto obbligo del martirio.

Per non parlare delle donne della classe senatoriale raccolte a corte intorno alla filocristiana Giulia Mamea, madre di Alessandro Severo e dominatrice dell'impero verso il 220-30, ammiratrice di Origene, ispiratrice dello scritto Su Dio e sulla resurrezione della carne del vescovo di Roma Ippolito; ricche ereditiere buttarono alle ortiche matrimoni splendidi, abiti di seta, sandali d'oro, schiavi, tenute, e si vestirono di saio, sognando il deserto e flagellandosi di digiuni nei palazzi trasformati in romitori. Donne coltissime come Marcella e Principia, e più tardi la poetessa Petronia Proba.

Antonia Melania la vecchia, Melania la Giovane della gens Valerii Massimi, Terasia, moglie del senatore Paolino da Nola; Marcella, della nobile famiglia dei Marcelli, e sua madre Albina; Candida, figlia del generale Traiano; Demetriade, figlia del console Olibrio; Paola, discendente dai Gracchi e dagli Scipioni, con le figlie Blesilla ed Eustochio; Asella; Marcellina (sorella di sant'Ambrogio); Principia;  Furia, della gens di Marco Furio Camillo; Fabiola, della nobile gens dei Fabii.

Si convertirono le più idealiste, cioé le più ricche. Mentre, disciolta dalle paure persecutorie, l'adesione femminile al Cristianesimo si infittiva e perduravano speranza e desiderio di liberazione, la donna aveva già, in realtà, perduta la sua partita.



ADDIO GESU' CRISTO CHE PARLO' CON LA SAMARITANA SCANDALIZZANDO GLI APOSTOLI, I PRETI ODIANO E ASSERVISCONO LE DONNE:

L'aveva perduta, ma solo l'enorme prospettiva dell'oggi permette di vederlo, nella seconda metà del secondo secolo. Fu allora, infatti, che, in una reazione a catena, gli spunti «femminilistici» provocarono una risposta in senso patriarcale, per il prevalere, si suppone, di gruppi o correnti «giudaizzanti».

II che provocò dissenso e resistenza. In quel periodo di grandi tensioni, delle profetesse montaniste venne fatto dai cristiani un vero e proprio linciaggio morale, anche per mezzo di calunnie gravi. Una volta deciso, come avvenne alla svolta del 90-100 con una drammatica lettera attribuita a Clemente vescovo di Roma, che le comunità fossero rette da una gerarchia maschile: il vescovo, i preti, i diaconi, le strutture sociali egualitarie non dovevano più esistere, come le profetesse troppo care alle folle, che mettevano in crisi l'ancor fragile carisma dei vescovi.

E delle interpolazioni, perfino troppo antifemministe, vennero inserite in talune lettere di Paolo, l'apostolo che con tanta fiducia si era affidato alla predicazione missionaria di Priscilla, di Giunia e altre: il noto divieto alle donne di non parlare nell'assemblea e di stare sottomesse all'uomo — che era stato un principio incontrovertibile del rabbinismo giudaico (1 Tm 2, 11-15) esclude qualsiasi ruolo attivo della donna nella comunità, sia di insegnamento, sia di guida (ICor 14,34-35).

Prese vita in quel clima, alla fine del II secolo, un personaggio della letteratura popolare, Tecla (Atti di Paolo e Tecla), supposta seguace di Paolo e missionaria ed evangelizzatrice eroica, alla quale le donne si appellarono per reclamare il diritto di battezzare e di insegnare. La resistenza riprovocò una più dura risposta patriarcale, con l'impiego emarginante della "haeresis" (per la prima volta fatto), e con il fissare in canoni il «vero» Cristianesimo.

Al principio del III secolo, le comunità aperte al clero femminile, anche se cristiane, vennero poste al bando, tutti i motivi «femminilistici» risultarono espunti e il Cristianesimo delle origini diede luogo all'istituzione autoritaria e patriarcale della Grande Chiesa di Roma. La sterzata patriarcale nel nome di Paolo impresse al giovane Cristianesimo un'altera, e via via sempre più sprezzante, fisionomia maschile, dura, scabra, tesa.

Torna molto preziosa quest'osservazione: «Per sconfiggere le forti componenti femminili presenti nel movimento gnostico i Padri fondatori elaborarono una ideologia patriarcale talmente rigida da provocare insuperabili difficoltà di ordine logico e interpretativo in coloro che la sostenevano».

Le comunità ortodosse incominciarono ad adottare il metodo della sinagoga, la segregazione delle donne. Ed ebbe inizio, con Tertulliano, tutta una letteratura di ridimensionamento della donna e delle sue non più accettabili pretese sacerdotali, di un tono sarcastico-umiliante che non demorse mai più.



ADDIO GESU' CRISTO CHE PARLO' CON MARTA E MARIA, I PRETI ODIANO E ASSERVISCONO LE DONNE:

É una mia personale ipotesi che la sconfitta ideologica di quel Principio Femminile, cui cosi bizzarramente ricorsero a volte gli gnostici, fu del tutto secondaria rispetto alla sconfitta di fatto del Potere Femminile già attestatosi nelle strutture delle comunità cristiane, dapprima con la preoccupante crescita di influenza (preoccupò anche Paolo) dell 'ordine delle vedove; poi, con l'enorme carisma delle profetesse che in Asia Minore minacciava la presa di carisma del vescovo, figura nascente.

Messe a tacere le gnostiche e le altre «ribelli», si riuscì per mezzo della letteratura antifemminista centrata sul motivo della «sottomissione» a elaborare un modello di trasmutazione d'identità della donna, e tutta una generazione per mezzo della letteratura antifemminista centrata sul motivo della «sottomissione» a elaborare un modello di trasmutazione d'identità della donna, e tutta una generazione di donne nobili ed elette s'industriò di realizzarlo a colpi di rinunce, spogliazioni e sofferenze.



ADDIO GESU' CRISTO CHE AMAVA LA MADDALENA, I PRETI ODIANO E ASSERVISCONO LE DONNE:

Le ricche nobildonne romane citate collaborarono non poco, scegliendo la povertà e il cilicio, a mettere a punto questo modello inedito. Blesilla pagò con la vita. Marcella, coltissima, problematica, ottima conoscitrice dell'ebraico, che convertì in una specie di Centro studi biblico il suo palazzo patrizio sull'Aventino e aiutò Gerolamo sia a tradurre dall'ebraico i passi più controversi della Bibbia che a sconfiggere come eretico il Peri Archòn di Origene, per non turbare le nuove stigmate della femminilità disobbedendo al principio del silenzio sottomesso. Evitò sempre di personalizzare le proprie opinioni, attribuendole ad altri «per non dar l'impressione di recare ingiuria al sesso virile e ai sacerdoti».

In Marcella vediamo la donna piegarsi, entro un processo di dolorosa trasformazione, in una figura più angusta di sé. Nel suo stesso secolo, il IV, di poco più anziana di lei, Monica, la nordafricana cristiana che con lacrime quotidiane spinse suo figlio Agostino a convertirsi, fu già una cristiana «d'ordine», collimante col nuovo modello, mentre non lo erano ancora state, un secolo o due prima, una Perpetua e una Petronia Proba, cristiane nell'anima ma nel loro immaginario ancora pagane, donne in trasformazione.

Monica, educata fin da ragazza nella più severa pudicizia, obbediente a un marito irascibile e infedele (pagano, per di più) di cui lei, «inalterabile nella pazienza e nella mansuetudine», tollerava ogni sfuriata, convinta che il matrimonio «costituiva schiave» le donne e queste dovessero essere non «arroganti con i loro padroni».
Così come poi a Milano, per compiacere il vescovo Ambrogio, dismise le sue pratiche di pietà nordafricane, fu il prototipo già realizzato della donna sessuofobica, sottomessa all'autorità maschile, dalla quale ogni pretesa di diritti e di pensiero era stata estirpata - "anche se in quest'eroina della sopportazione una volitività ormai mascherata riuscì, alla fine, a realizzare i propri fini: nell'ultimo scorcio della di lui vita, a convertire il marito Patrizio; e a far deviare dal matrimonio al battesimo e al monachesimo il passionale figlio Agostino. " -

(MARIA ANTONIETTA MACCIOCCHI)



LA FREGATURA DEL CATTOLICESIMO

Mentre il Cristo è dalla parte delle donne gli apostoli, quasi tutti ebrei, sono maschilisti come tutti gli ebrei, e la donna col cristianesimo perdette tutti diritti, e non erano tanti, che aveva loro concesso l'Impero Romano.

Tutto perchè gli uomini:

INVIDIANO LE DONNE
SI SENTONO INFERIORI ALLE DONNE
SONO DIPENDENTI DALLE DONNE

tre fatti che non accettano.

SAN TOMMASO

LA MISOGINIA DELLA CHIESA

- TOMMASO D'AQUINO (1225-1274) - FATTO SANTO PER LA SUA MISOGINIA -

Dottore della Chiesa e patrono delle università cattoliche.

- Il maschio è distinto dalla femmina poichè il maschio è ordinato all’intellezione.
- La donna è soggetta all’uomo poichè nel maschio predomina la ragione
- La superiorità dell’uomo sulla donna deriva dall’essere stato creato per primo
- L’uomo è ad immagine di Dio in un modo che non è della donna
- I capelli della donna sono un segno di soggezione
- Il valore principale della donna è costituito dalla sua capacità di partorire e dalla sua utilità nelle faccende domestiche.
- Un feto maschile diviene un essere umano dopo 40 giorni, uno femminile dopo 80 giorni. Le femmine nascono a causa di un seme guasto o di venti umidi.
- La donna è un errore della natura … con la sua eccessiva secrezione di liquidi e la sua bassa temperatura essa è fisicamente e spiritualmente inferiore … è una specie di uomo mutilato, fallito e mal riuscito … la piena realizzazione della specie umana è costituita solo dall’uomo.

SAN PAOLO

PAOLO DI TARSO FATTO SANTO PER LA SUA MISOGINIA -

 "Che le donne tacciano in chiesa, perchè non è permesso loro di parlare; anzi siano sottoposte, proprio come dice la Legge; e se vogliono imparare qualcosa, chiedano ai loro mariti, a casa. E' infatti turpe che le donne parlino in chiesa" (Prima lettera ai Corinzi 14.34-359)

- "La donna impari in silenzio, in piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare né di dominare sull’uomo; rimanga piuttosto in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non Adamo fu ingannato, ma chi si rese colpevole di trasgressione fu la donna, che si lasciò sedurre". (Lettera a Timoteo)

E' Paolo che impone il velo alla donna perché la donna deve vergognarsi per l'eternità del peccato indotto nel mondo. Per Paolo "l'uomo è gloria di Dio mentre la donna è gloria dell'uomo perché è creata dopo e per l'uomo" [1Kor. 11,7 sg]. E' ancora Paolo che non vede nulla di positivo nel matrimonio se non una promiscuità sessuale. Paolo è un povero personaggio che considera il matrimonio positivo solo perché permette all'uomo di sfogarsi sessualmente ed evitare la lussuria (remedium concupiscientiae) e solo per questo giustifica il matrimonio. In positivo dice che sarebbe meglio che un uomo non toccasse donna e che tutti gli uomini fossero come lui, cioè scapoli.



AGOSTINO DI IPPONAFATTO SANTO PER LA SUA MISOGINIA -

-  “ il signore ha creato l’uomo, poi ha creato una donna per dargli un aiuto simile a lui… l’aiuto non è per qualsiasi altra opera come alcuni hanno detto… infatti per qualsiasi altra opera un maschio potrebbe essere aiutato più opportunamente da un altro maschio che da una femmina, l’aiuto è dunque per la generazione…” ergo a che serve una donna? Per generare e basta, altrimenti le avevano eliminate.
- Ancora Sant'Agostino: "La donna è una bestia che non è né ferma né stabile… E' nutrice di cattiveria ed è il cominciamento di tutte le piaghe, e trova la via e il sentiero gli ogni malvagità.. non c'è nulla che io debba fuggire più del talamo coniugale, niente getta più scompiglio nella mente dell'uomo delle lusinghe della donna, e del contatto dei corpi senza il quale la sposa non si lascia possedere..."
- "La donna è un essere inferiore, che non fu creato da Dio a Sua immagine. Secondo l’ordine naturale, le donne devono servire gli uomini." 

Sant'Agostino scrisse che gli scismatici adamiti erano contrari al matrimonio, perchè Adamo non sarebbe stato cacciato dal Paradiso Terrestre, se non fosse per la moglie che l'aveva indotto in tentazione. (Il poveretto non sapeva che il matrimonio l'ha inventato l'uomo e ha obbligato la donna che non ne voleva sapere).

SAN CRISOSTOMO

GIOVANNI CRISOSTOMO (349-407)FATTO SANTO PER LA SUA MISOGINIA -

- "Le donne servono soprattutto per soddisfare la libidine degli uomini."
-  "Fra tutte le belve non se ne trova una più nociva della donna".
- "Tutto il sesso (femminile) è debole e sventato. Esse giungono alla salvezza solo tramite i figli."

AURELIO AMBROGIO (Santo)
 - "Adamo è stato condotto al peccato da Eva e non Eva da Adamo. E' giusto che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare".
- "La donna deve velarsi il capo, perché non è l’immagine di Dio."

Potremmo citarne molti altri ma tanto i preti lo negano spudoratamente e le donne gli credono. Immemori del fatto che l'imperatore Augusto aveva concesso alle donne di divorziare e di rinunciare alla potestà maritale purchè avessero partorito tre volte con qualsiasi esito, privilegi che la Chiesa gli tolse e che otterranno di nuovo nel 1970 il divorzio e nel 1975 l'abrogazione della podestà maritale.

E VOI DONNE VI INGINOCCHIATE A QUESTI AGUZZINI?



 

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