giovedì 19 gennaio 2017

UNA CITTA' SOTTOTERRA



I CORRIDOI

DERINKUYU - LA CITTA' SOTTERRANEA

Nel 1963, una semplice ristrutturazione nella città di Derinkuyu ha portato ad una scoperta straordinaria. L'apertura della parete di una grotta, ha rivelato un passaggio verso una città sotterranea, antica di migliaia di anni, ad oltre 85 metri di profondità. Il suo antico nome era Enegup.

Ci sono tredici piani che scendono sottoterra, con pozzi di ventilazione e circa quindicimila bocchette che portano l'aria anche ai livelli più profondi. L'antica città multilivello del distretto di Derinkuyu, della provincia di Nevşehir, in Turchia. profonda circa 60 m (200 feet), secondo altri 80, era ampia da poter accogliere circa 20,000 persone, insieme al loro bestiame e scorte di cibo.

Come altre città sotterranee accoglieva molte risorse, come il vino e l'olio, le presse, le stalle, le cantine, i magazzini, le mense, e le chiese.

LE PORTE
Ci sono perfino tracce di sale da pranzo, cucine annerite dalla fuliggine, centri religiosi, magazzini, cantine, botteghe di alimentari, una scuola, numerose saloni e anche un bar, oltre a torchi per il vino e stalle per il bestiame.

Tutto ciò anche grazie a un fiume sotterraneo che traversava il villaggio e vari pozzi d’acqua. Pertanto la gente poteva lavarsi, bere e cucinare, scaricando nel fiume escrementi e detriti, insomma disponevano anche di una marana per far defluire le acque sporche.

Derinkuyu, pur essendo sotterranea era completamente autosufficiente, ma ciò che più stupisce è la sua costruzione architettonica e ingegneristica che sarebbe ardua da effettuare perfino oggi coi sistemi moderni.

Se si pensa poi che un'opera del genere sia stata realizzata in un'epoca così remota è  stupefacente, paragonabile solo alle piramidi d'Egitto.

A Derinkuiu, a causa della morbidezza della pietra, bisognava stare molto attenti a fornire abbastanza supporto ai piani superiori con i pilastri, altrimenti ci sarebbero stati crolli catastrofici.


Invece, è sorprendente l'assenza di qualsiasi traccia di collasso grave, quindi dobbiamo supporre che dovessero essere particolarmente abili e conoscessero molto bene il materiale roccioso.
I passaggi erano chiusi dall'interno con grandi porte in pietra.

La più antica fonte scritta riguardante le città sotterranee è Senofonte. Nella sua Anabasi, egli scrive che la gente che viveva in Anatolia aveva scavato città sotterranee per viverci con le famiglie, i suoi animali domestici e le vettovaglie necessarie alla sopravvivenza.

Per molti la prima costruzione risalirebbe al VII-VIII sec., ampliatasi poi in età bizantina. ma noi sappiamo che la città ha origini troglodite. scavate fin dal periodo degli Ittiti, ed espanse nel corso dei secoli, forse per sfuggire ai vari eserciti predoni che attraversavano l'Anatolia centrale alla ricerca di prigionieri e bottino. 

Ci sono 36 città sotterranee in Cappadocia e la più profondo  è Derinkuyu, mentre la più ampia è la Kaymakli. La città sotterranea Derinkuyu si trova nella stessa città di nome Derinkuyu, che si trova a 40 km da Goreme (30 minuti). Sono circa 600 le porte esterne alla città, nascoste nei cortili delle abitazioni di superficie.

Però di 600 porte un invasore ne trova facilmente qualcuna, ma  all'epoca la città superiore non esisteva, o almeno c'erano solo poche case e le entrate erano nascoste nella campagna. Ogni piano veniva chiuso separatamente. Le porte avevano un'altezza di 1-1,5 m (39-59 pollici),una larghezza di 30-50 cm (12-20 pollici) e pesavano 200-500 kg (440-1100 lbs.).



DESCRIZIONE

In realtà le porte erano molte più dei piani, perchè c'erano corridoi che portavano ai vari appartamenti, o almeno a complessi di appartamenti.

Avevano un foro al centro utilizzato per far scorrere la pietra con un manico, o per vedere chi era al di fuori, probabilmente per entrambe le ragioni.

La cosa strana è che il foro è rotondo, mentre sarebbe stato più facile spostare la pietra con un foro ovale, poichè il bastone non rischiava di scivolare nel sesto della pietra.  Però sono state trovate anche macine con il foro centrale quadrato.

LA SCUOLA
Ci si chiede pure come mai dovesse essere facile aprire la porta da dentro ma difficile da fuori. Di solito le porte di pietra venivano oliate per farle rotolare, ma questo facilitava pure l'apertura dall'esterno.

Ci doveva essere un modo per bloccare la porta dall'interno. Essendo interna alla parete evidentemente fissavano due pietre tra la pietra e le pareti laterali, oppure, più semplice, una sola perchè da un lato la macina finiva contro una parete.

Unica nel complesso Derinkuyu, ubicata al secondo piano, era una camera spaziosa con un soffitto a volta a botte. Si ritiene fosse utilizzata come scuola di religiosi e le camere a sinistra erano degli studi.

Tra il terzo e quarto livello c'è una scala verticale. Questo passaggio porta ad una chiesa a croce, più in basso al V livello.

Questa presenza della chiesa ha fatto si che in ambiente cristiano si sia diffusa la credenza che questo fosse il rifugio dei cristiani perseguitati dai musulmani, del resto si raccontò la stessa cosa per le catacombe che nacquero invece come cimiteri pagani.

Invece la presenza cristiana, che ci fu sicuramente, fu solo un uso molto più tardo della città sotterranea che sicuramente si espanse nelle varie ere.

Il grande canale di ventilazione 55 m (180 piedi) sembra essere stato usato come un pozzo, nel senso che la parte più bassa conteneva acqua e da sopra invece filtrava l'aria. Quel pozzo fornì l'acqua per tutti gli abitanti del villaggio sotterraneo quando il mondo esterno non era accessibile.



LA STORIA


Quando la lingua frigia si estinse in epoca romana, venne sostituita con la lingua greca, e gli abitanti, ora cristiani, ampliarono le caverne sotterranee aggiungendo le cappelle e le iscrizioni greche.

Le grotte potrebbero essere state scavate inizialmente nella roccia vulcanica morbida della Cappadocia dai Frigi, un popolo indoeuropeo, nel VIII - VII sec. a.c,, secondo il Dipartimento turco della Cultura. 

La città di Derinkuyu venne completamente formata in epoca bizantina, quando venne pesantemente utilizzata come protezione dagli arabi musulmani durante le guerre arabo-bizantina (780-1180). In questo periodo alla maggior parte delle cappelle vennero aggiunte iscrizioni greche.

La città è stata collegata inoltre con altre città sotterranee attraverso miglia di gallerie. 

Alcuni manufatti scoperti in questi insediamenti sotterranei appartengono al periodo bizantino Medio, tra il V e il X sec. d.c.

Queste città continuarono ad essere utilizzate dagli indigeni cristiani come protezione dalle incursioni mongole di Timur nel XIV sec..

Quando la regione cadde nelle mani degli Ottomani, le città vennero invece utilizzate come rifugi dai governanti musulmani turchi.

Ancora nel XX sec. la gente del posto, chiamati greci e cappadoci, utilizzavano ancora le città sotterranee per sfuggire alle ondate periodiche di persecuzione ottomana. 

R.M. Dawkins, un linguista di Cambridge che ha condotto la ricerca sui nativi greci Cappodoci nella zona, 1909-1911,  ha registrato che nel 1909, "quando giunse la notizia dei recenti massacri a Adana, una gran parte della popolazione a Axo si rifugiò in queste camere sotterranee, e per alcune notti non osarono dormire fuori terra. "

Quando gli abitanti cristiani della regione vennero espulsi nel 1923 nello scambio di popolazione tra Grecia e Turchia i tunnel vennero abbandonati. I tunnel sono stati riscoperti nel 1963, quando un residente della zona ha trovato una stanza misteriosa dietro un muro nella sua casa. Ulteriori scavi di accesso hanno rivelato la rete di tunnel.



ALTRE CITTA' SOTTERRANEE

La provincia di Nevsehir ha diverse altre storiche città sotterranee. Infatti Derinkuyu si collega a Kaymakli attraverso un tunnel 8 km (cinque miglia)..

Sono state scoperte oltre 200 città sotterranee che contengono un minimo di due livelli nella zona tra Kayseri e Nevsehir. 
Quaranta di questi contengono tre livelli o più. Le città a Kaymaklı e Derinkuyu sono due dei migliori esempi di strutture interrate abitabili.



OZKONAK SOTTERRANEA

Situato a 14 km (9 mi) a nord est di Avanos, questa città sotterranea è stata costruita sulle pendici settentrionali del Monte Idis in una zona con un sacco di strati composta da granito vulcanica. Le numerose gallerie della città sono distribuite su una vasta area e collegati tra loro da gallerie.

A differenza delle città sotterranee in Kaymaklı e Derinkuyu, ci sono fori di ventilazione molto stretti (5 cm) in orizzontale, e fori molto lunghi tra i diversi livelli di città in verticale che utilizzavano per fornire la comunicazione tra i diversi livelli della città. La ventilazione di queste camere ben scavate è stato fornito da questi fori quando la città veniva sigillata contro i nemici.

La città venne scoperta nel 1972 da parte del muezzin locale e agricoltore Latif Acar, quando cercò di scoprire dove scompariva l'acqua quando innaffiava il suo raccolto. Trovò una stanza sotterranea, scavò anche quella e trovò una città che ospitava circa 60.000 per un massimo di tre mesi. Un totale di 10 piani sono stati scoperti, ad una profondità di 40 m, anche se ora solo quattro sono aperte.



Dietro la costruzione di Derinkuyu e delle altre città sotterranee c'è senz'altro un sistema difensivo, generalizzato o mirato a un nemico particolare, viso il sistema di sicurezza della città sotterranea, realizzato con porte da 500 chili posizionate su rotelle e che possono essere spostate da una sola persona. Queste porte sono state realizzate con grande ingegno. perchè si possono aprire facendo leva solo dall'interno.

A differenza delle altre città sotterranee, oltre alle porte scorrevoli di pietra, c'erano dei fori sopra i tunnel utilizzati per lo scarico dell'olio caldo sul nemico il che rafforza l'idea del nemico invasore. Simile a Kaymaklı e Derinkuyu, Ozkonak ha un sistema di ventilazione, un pozzo d'acqua, una cantina e sbarramenti in pietra. ..

Parliamo di popoli antichissimi, ed è difficile immaginare come possano aver fatto a realizzare un'opera del genere. Chi ha costruito questa enorme città sotterranea? E quale motivazione li spinse a vivere sottoterra? Molti archeologi e studiosi pensano che le città sotterranee servissero da rifugio durante le invasioni e che fossero state costruite intorno all'800 a.c. dai Frigi, un popolo dell'Età del Bronzo imparentato con i Troiani.


Altri credono che sia stata costruita dagli Ittiti, popolo guerriero che aveva già invaso diversi territori centinaia di anni prima. Ma è possibile che la città sotterranea sia ancora più antica? Sicuramente si nascondevano da qualcosa o da qualcuno. Secondo gli storici e gli scienziati, la città non era una residenza permanente, ma un luogo rifugio durante le incursioni o invasioni nemiche. Infatti non solo accoglievano gli uomini ma pure i loro animali domestici.

Si tratta di una dimora estremamente complessa scavata con strumenti piuttosto primitivi. La sua portata e la complessità di gallerie, passaggi, corridoi, pozzi, camere per famiglie, sale comuni, camini, nicchie per le derrate e per le lampade ad olio, serbatoi d'acqua, obitori dove la gente avrebbe tenere i loro morti fino a che non potevano tornare in superficie.

La cosa più sorprendente, tuttavia, sono le massicce porte di pietra grandi come macine che proteggono gli ingressi più evidenti alla città sotterranea. Sono attentamente bilanciate e quasi impossibile da muoversi dal di fuori, ma facili da aprire dall'interno, rendendo il posto una formidabile fortezza in tempo di conflitto.



CHI L'HA EDIFICATA

Le teorie sono diverse:

- Forse la popolazione frigia costruì la città sotterranea all'incirca nell'800 a.c, in quanto occuparono quella zona in quell'epoca.

- Un'altra teoria suggerisce che la città è stata costruita dagli Ittiti intorno al XIV sec. a.c, che poi batterono in ritirata di fronte ai Frigi invasori, secondo la "Enciclopedia di architettura e di ingegneria Talenti".

- Secondo altri la città sotterranea venne edificata dal re persiano Yima. Che fosse una figura mitologica, o un vero e proprio re, secondo il testo zoroastriano "Vendidad" Yima costruì una città sotterranea per ordine del Dio Ahura Mazda, per proteggere il suo popolo da un inverno catastrofico.

- Nissa, o Nevsheir (della cui provincia fa parte Derinkuyu), fu fondata dagli Ittiti alle pendici del monte Kahveci, nella valle del fiume Halys. La regione cadde sotto il controllo del crudele e feroce impero assiro nell'VIII sec. a.c., poi in possesso dei Medi (attuali curdi) e infine dei Persiani sotto il regno di Ciro il Grande (546 a.c.). Questi ultimi furono sconfitti da Alessandro Magno nel 333 a.c.
Dopo la morte di Alessandro, la Cappadocia fu annessa dal generale persiano Ariobarzane, con Mazaka per capitale. 

Non dimentichiamo che l'area di Mazaka, non troppo distante da Nissa nè da Derynkuyu, fu sede di un insediamento del IV millennio a.c. (sito di Kültepe), che crebbe di importanza durante il calcolitico e l'età del bronzo antico, come centro commerciale sulla via della Seta.
Gli scavi effettuati nella zona hanno permesso di individuare 18 strati corrispondenti a diversi periodi storici, di cui i primi relativi all'età del bronzo (III millennio a.c.).



LA VERITA'

Tutti i migliori archeologi hanno scoperto che, testimonianze a parte, per conoscere il comportamento degli antichi popoli bisogna comprendere il loro pensiero e per comprenderlo occorre identificarsi in loro. Un buon archeologo non può prescindere da un ferreo pensiero logico, come intendiamo fare noi ora.

Per cui:

1) Una città deve avere, per far respirare decine di migliaia di persone, non uno ma centinaia di pozzi di areazione, che già difficilmente, senza ventole, permetterebbero un sufficiente ricambio d'aria.

2) un pozzo non può assolutamente coprire i bisogni fondamentali di decine di migliaia di persone, o c'è un fiume, e sembra che a Derinkuyu ci fosse, ma non risulta ancora nelle altre città, o ci sono centinaia di pozzi, il che significherebbe la presenza di un grande bacino idrico a notevole profondità.

3) La sala mortuaria in luoghi praticamente chiusi sarebbe un pericolo di colera e di morte per l'intera comunità dopo massimo due giorni dalla morte del defunto. Per cui l'idea che si tenessero a lungo i morti prima di risalire in superficie è assurda. Un corpo senza ricambio d'aria si decompone dopo un giorno, non è sottovuoto ma è in una bolla d'aria che fa prosperare i germi.

4) Un nemico invasore sa sicuramente che esistono città sotterranee in una zona, può non sapere dove ma cercandole le trova. Infatti le imboccature non potevano essere coperte dall'esterno, visto che si chiudevano dall'esterno, a meno che alcune persone non si facessero il giro delle imboccature coprendole con la terra e coi sassi.
Mettere le frasche non sarebbe servito perchè si sarebbero  seccate rivelando le entrate. Un lavoro molto lungo che presupponeva poi alla riapertura un altro,lungo lavoro per ripulire l'entrata da terra e ciottoli. Non si sarebbe potuto infatti ricoprire di sola terra perchè l'assenza di vegetazione avrebbe rivelato l'imboccatura.

5) Se il nemico, come era probabile, trovava un'entrata, non aveva bisogno di forzarla, perchè capiva che doveva cercare il pozzo di areazione, che non poteva essere chiuso. Trovato si chiudeva quello e gli altri eventuali e morivano tutti. Oppure facevano un falò e gli convogliavano il fumo ecc. Insomma non li avrebbe di certo salvati da un invasore.
Questa è la cosa più importante, perchè un nemico non doveva neppure aspettare di prenderlo per fame, cioè che finissero le provviste, bastava chiudere i boccaporti. E allora a che serviva la città sotterranea?

La realtà è che nel mondo ci città sotterranee ce ne sono molte, e non ne mancano neppure in Italia. Se ne ignora l'epoca di edificazione perchè la più remota è poco individuabile visto le numerose aggiunte. Riteniamo, e non siamo gli unici studiosi a pensarlo, che le loro origini siano protostoriche o preistoriche.

Di solito risalgono al neolitico, facenti parte di quelle culture matriarcali così massicciamente ignorate da far si che quasi nessuno ne sappia. Una città sotterranea in epoca neolitica è imbarazzante, perchè dimostra che la prima civiltà non fu patriarcale.



IL PERCHE' DELLE CITTA' SOTTERRANEE

Se si parte dal presupposto che la loro origine sia neolitica tutto si chiarisce. 
All'epoca il territorio era coperto di foreste, Le tigri dai denti a sciabola si erano estinte ma c'erano ancora dei leoni di grotta, e c'erano lupi, cinghiali, orsi, linci, gatti selvatici, serpenti, volpi ecc. Tutti animali che avrebbero potuto attaccare gli umani o le loro provviste.

Le foreste erano impenetrabili e pericolose. Costruire un villaggio sopra al suolo significava esporsi alle fiere. Però occorreva stare in superficie per coltivare la terra, fare gli orti e far pascolare gli animali.

Allora gli umani avevano usato uno stratagemma, una volta ottenuto il raccolto lo ponevano sotto terra, dove gli animali non potessero arrivare. Naturalmente dovettero fare soffitti alti per appendervi delle tavole sospese dove riporre carne secca e formaggi. Poi fecero i grandi vasi chiusi per riporvi i cereali, il vino ecc.

Ma facendo avanti e indietro rifletterono: se potevano fare alcuni lavori dentro i sotterranei non venivano disturbate dagli animali o da cattivi incontri, così ingrandirono i sotterranei e ne fecero, oltre che magazzini, laboratori per produrre il vino e l'olio, per salare le carni, per conciare le pelli e così via.

Dentro i sotterranei l'aria non era troppo calda d'estate nè troppo fredda d'inverno, così pensarono di poterci dormire la notte. La mattina poi portavano fuori le bestie dalle stalle sotterranee e mentre gli animali erano fuori loro pulivano tutto gettando i rifiuti nel fiume sotterraneo, contemporaneamente raccoglievano l'acqua nelle brocche, cucinavano e filavano.

Mentre gli animali erano fuori anche gli abitanti stavano all'aperto, con delle vedette che avvertivano di eventuali pericoli. Se si avvicinava un orso, o un gruppo di uomini di altra tribù recuperavano gli animali e li immettevano nei sotterranei attraverso i piani inclinati delle porte apposite.

Poi chiudevano le porte di pietra e da una specie di boccaporto sorvegliavano la scena. Era difficile che gli altri capissero che lì c'era un villaggio ma anche se capivano non potevano entrare perchè il pozzo era sbarrato da una griglia di bronzo per piano. E anche di porta ce n'era una per piano, per cui una volta entrati poteva accorrere altra gente dal sotterraneo e ucciderli.

Sarebbe stato molto strano che si fossero costruite delle città sotterranee solo per viverle alcuni periodi. Gli abitanti ci vivevano di notte, quando giravano le belve e il sonno era poco sicuro. Di giorno peraltro uscivano, tranne quelli che dovevano compiere lavori all'interno.

Certamente se attaccati potevano resistere anche mesi avendo a disposizione cibo e acqua, ma si sarebbero anche intristiti molto, per cui sicuramente al resistere passivo preferirono lasciar passare poca gente per volta per combatterla agevolmente.

Una volta entrati infatti, i nemici si trovavano a sfondare un'infinità di altre porte e c'era tutto il tempo di ucciderli. Nel neolitico le società matriarcali funzionavano perfettamente per la salvezza della comunità, perchè nessuno si approfittava degli altri, in quanto tutti erano alla pari, tutti figli della Grande Madre.




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