domenica 15 settembre 2019

IL SANGUE CHE SI SCIOGLIE





SAN GETULIO (Fonte)

"Il nome Getulio è di origine etnica e significa “appartenente ai Getulli”, antica tribù del Nord Africa. " (anzitutto si chiamavano Getuli e non Getulli) " 

San Getulio fu martirizzato insieme ai Santi Amanzio, Cereale e Primitivo ed è considerato un protomartire dei Sabini " (ma i sabini erano italici e laziali che c'entrano col nord Africa?).

Getulio secondo la leggenda sarebbe nato nella città di Gabio in Sabina, (voleva dire di Gabi, ma quanto è ignorante questo tizio?) che si trovava nei pressi di Cures e fu distrutta dai popoli barbari (veramente nel XVIII secolo il vescovo Pierluigi Galletti credette erroneamente di individuare Gabi in Sabina, perchè invece sta sulla Via Prenestina a 20 Km da Roma).

San Getulio fu chiamato anche Getulio “gabiese” dal luogo di nascita, e non lontano da qui subì il martirio (secondo quando riferisce la “Passio”) sotto l’imperatore Adriano (76-138 d.c.). (Peccato che Adriano non perseguitò i cristiani, ne azzeccassero una).
Proprio la “Passio”così ci racconta il Martirio: “fu legato da un palo insieme al fratello Amanzio, e con i compagni Primitivo e Cereale e fu fatto bruciare. (i romani con conoscevano la pena del rogo che fu invece inventata dalla chiesa, i romani al massimo crocifiggevano)

Le fiamme però non lo toccarono, e i suoi carnefici lo uccisero a colpi di bastone fracassandogli il capo, decapitandolo poi”.

Secondo il M.R. invece: “A Roma, sulla via Salaria, la passione del beato Getulio, uomo chiarissimo e dottissimo, padre dei sette fratelli Martiri, avuti dalla santa sua moglie Sinforosa; e dei suoi Compagni Cereale, Amanzio e Primitivo. Tutti questi, per ordine dell'Imperatore Adriano, presi da Licinio Consolare, prima furono flagellati, quindi chiusi in prigione, finalmente gettati al fuoco, ma per nulla offesi dalle fiamme, spezzato loro il capo con bastoni, compirono il martirio. I loro corpi furono raccolti da Sinforosa, moglie del beato Getulio, ed onorevolmente sepolti nell'arenario del suo podere”.

I martirologi sono di per sè una fregatura perchè scritti da personaggi non aldifuori del cristianesimo e sempre grandemente postumi. Un esempio?

“Si racconta che Marco Aurelio Cesare, mentre si preparava alla battaglia contro Germani e Sarmati si trovò in difficoltà a causa della sete che attanagliava il suo esercito. Allora i soldati della cosiddetta legione Melitene, con la fede che li ha sostenuti da quel tempo sino ad oggi nelle battaglie contro il nemico, piegarono il ginocchio a terra, come noi siamo soliti fare nella preghiera, e rivolsero suppliche a Dio. E tale spettacolo parve sorprendente ai nemici, ma si narra che subito un altro fatto ancora più strabiliante li sorprese, perché un temporale scatenatosi all'improvviso mise in fuga e disperse i nemici, mentre sull'esercito di coloro che avevano invocato la divinità cadde un acquazzone che lo ristorò quando era quasi sul punto di morire di sete. L'episodio è riportato anche dagli autori lontani dalla nostra dottrina che descrissero l'epoca degli imperatori suddetti, ed è noto pure ai nostri. Ma presso gli storici pagani, giacché sono estranei alla fede, il prodigio è riferito senza riconoscere che si verificò per effetto delle nostre preghiere; presso i nostri, invece, giacché essi amano la verità, il fatto è stato tramandato in modo puro e semplice."

Le reliquie di San Getulio, insieme a quelle di Santa Sinforosa ed i 7 figli, furono rinvenute proprio a Sant’Angelo in Pescheria da Pio IV (1560-1565) che le fece esporre alla venerazione dei fedeli in una urna di vetro.

Nel 1584 parte delle loro reliquie, tra queste il capo di Getulio, furono donate da Gregorio XIII ai Gesuiti, oggi sono in una cappella presso Villa d’Este. Altre vennero portate nei collegi gesuiti dell’India e della Spagna (25 giugno 1572), altre ancora in alcune chiese di Roma.
(All'epoca c'era un giro di affari spaventoso sulle cosiddette reliquie in nome del quale le ossa superstiti vennero fatte a pezzi e rivendute nelle varie chiese, in quanto il popolo credulo riteneva facessero miracoli e offriva soldi e gioielli).

SANTA SINFOROSA

SANTA SINFOROSA

moglie di San Getulio, con ben 7 figli che si chiamavano Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Stactéo ed Eugenio. Qui c'è un'altra storiella assurda e anche comica:
"La donna viveva nei pressi della maestosa villa dell'Imperatore Adriano, colui che aveva ordinato la morte del marito Getulio, del cognato Amanzio e dell'amico di questi, Primitivo. " (nessuno poteva abitare presso la villa di Adriano perchè il terreno che la circondava era di proprietà imperiale e nessuno poteva costruirci se non l'imperatore!) 

" L'Imperatore Adriano dopo aver ultimato la sua grandiosa villa, si dice che volesse, prima di inaugurarla, consultare gli dei pagani," (i romani consultavano prima dell'opera, mai dopo!) "i quali gli dissero, che la vedova Sinforosa e i suoi sette figli, li "straziavano ogni giorno invocando il loro Dio, perciò, se Sinforosa e i suoi figli sacrificheranno per loro, essi faranno quanto l'Imperatore gli chiedeva". (Ma allora la chiesa crede agli Dei pagani, altrimenti come fanno a parlare?)

Adriano allora, chiamò il prefetto Licinio, e ordinò che Sinforosa fosse insieme ai suoi figli arrestata e condotta al tempio di Ercole. Poi con lusinghe, con minacce e con ricatti, cercò di farla desistere e sacrificare agli idoli, ma la Santa con animo nobile si appella all'esempio di Getulio e degli altri compagni di martirio del marito. Visto che la donna non si piegava ai suoi voleri, l'Imperatore comandò nuovamente di sacrificare, insieme ai suoi figli, agli dei pagani, oppure sarebbero stati sacrificati essi stessi, ma la Santa fu irremovibile, come pure lo furono i suoi sette figli.
(Ma sai quanto gli fregava ad Adriano di una cristiana, lui che aveva a che fare con moltissimi popoli!) 

L'Imperatore, visto vano ogni tentativo, ordinò che Santa Sinforosa fosse torturata appendendola per i capelli ai rami di un albero di olmo. Ma la tortura fu vana di fronte alla forza della Santa, così l'Imperatore diede ordine alle guardie di legarle un grosso sasso al collo, e di precipitarla nel fiume Aniene, affinchè annegasse. 

I sette figli di Santa Sinforosa subirono la stessa sorte e, forti dell'esempio materno e paterno, furono anch'essi coronati del martirio. Siamo nell'anno 137 dopo Cristo. Il culto di questi Martiri, specie quello rivolto alla Nostra Santa, fu molto forte nella Chiesa antica, tanto che furono loro dedicate diverse chiese ed oratori. 

IL PAPA AMMONISCE: NON FACCIAMO SCHERZI, CON ME SI DEVE SCIOGLIERE!

MA QUI VIENE IL MEGLIO: NON SOLO SAN GENNARO!

La comunità di San Chirico Raparo ha la fortuna di custodire, dal 1641, un'ampolla contenente il Sangue della Martire che, alle volte si liquefa miracolosamente in segno di benevolenza o di una grazia ottenuta dalla sua potente intercessione. 

MA SCUSATE SE L'HANNO APPESA PER I CAPELLI E POI E' STATA GETTATA IN MARE CON UNA PIETRA AL COLLO, QUANDO CAVOLO GLIELO HANNO CAVATO QUESTO SANGUE?

Oggi noi conosciamo una chiesa dedicata alla Santa nei pressi di Bagni di Tivoli e in un terreno privato, nei dintorni della città, dove i proprietari hanno eretto nel 1939 una magnifica cappella, dedicandola a questa Santa e ai suoi sette figli Martiri (Un bel business). Altri culti e devozioni alla Santa li troviamo in Abruzzo a Tossicìa (Teramo) e in Campania a Rocca D'Aspide (Salerno).

Ma il sangue della martire si scioglie solo a Chirico Raparo:

SI TRATTA DI UN'AMPOLLA DI SANGUE ESATTAMENTE COME QUELLA DI SAN GENNARO, E SONO BEN TRE ANNI CONSECUTIVI CHE SI LIQUEFA!

O vi si è liquefatto il cervello? Una spettrometria indica che all’interno delle ampolle c’è sangue. Ma il fisico francese Michel Mitov, nel libro Matière Sensible, ipotizza che le ampolle contengano spermaceti, grasso ceroso estratto dalla testa dei capodogli, e soluzione d’argilla. Materiali “sensibili” a manipolazioni e temperatura.

Benché il Cicap nel 1991 abbia suggerito in maniera sperimentale che l’ampolla potrebbe contenere in realtà non sangue ma una sostanza tissotropica (capace cioè di cambiare stato da solida a liquida e viceversa), non c’è mai stata una verifica condotta sulla reliquia e per i fedeli il fenomeno resta inspiegabile.

E ti credo, quando la chiesa ha fatto sperimentare alla scienza la sacra sindone è risultato che fosse medievale, col cavolo che si gioca le ampolle miracolose. Una domanda:

MA SIAMO SICURI CHE I NAPOLETANI, SE VENGONO A SAPERE DI SINFOROSA CHE GAREGGIA CON SAN GENNARO NON SI INCAZZANO? FINO AD OGGI HANNO CREDUTO ALL'ESCLUSIVA, MA ORA?



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