martedì 16 gennaio 2018

GLI DEI OSCURI O DIOSCURI - 1/2





Già perchè i Dioscuri, manco a dirlo, sono divinità oscure, si sono troppo abbronzati? Gli hanno tagliato la bolletta della luce? Niente di tutto ciò.
I Dioscuri avevano una discendenza particolare:
- Figli di Leda e di Giove. quindi semidei,
- Leda è figlia di Testio che è figlio di Ares (Marte), per cui semidea anche lei, inoltre è regina perchè ha sposato il re di Sparta (in realtà è viceversa, perchè allora il trono era di discendenza femminile (anche se comandava il re)..



I DIOSCURI

L'etimologia se la cantano così: Dios significherebbe Giove, e Kouros che significa fanciullo o figlio. Pertanto significherebbe "Figli di Giove". Veramente Dios significa Dio, punto e basta. Invece il nome greco dei Dioscuri sarebbe Διὸς κοῦροι, cioè "Barbieri di Dio". Che vuol dire, che lassù nel mitico Olimpo, mentre Ebe versava il vino a Giove e Ganimede gli faceva.. lasciamo perdere, i Dioscuri gli facevano la barba? Ma questo Giove schiavizzava tutti!

Oppure, ed è più credibile, si chiamavano Dioskouroi col significati di "Ragazzi di Dio", tipo Papa-boys, ma no, meglio ancora: "ragazzi divini". Comunque in latino i Dioscuri si dicevano... Dioscuri, per cui qualcosa di oscuro lo avevano, visto che in latino oscurità si diceva "Obscuritas"

Dunque i gemelli, che si chiamavano Castore e Polluce, compivano le loro gesta sempre uniti, finchè Castore non fu ucciso dagli Afaridi. Allora Polluce pregò il padre Zeus che mandasse la morte anche a lui: non poteva fare da solo? (I romani e i giapponesi avevano un fantastico fai-da-me per il suicidio), ma Zeus gli concesse di rinunciare a metà della propria immortalità in favore del fratello. Così i due vivono insieme alternativamente un giorno nell’Olimpo e un giorno nel regno dei morti.

Mmmm... dove l'abbiamo già sentita? La storia di Demetra e Proserpina o Cerere e Core che dir si voglia? Proserpina ottenne di stare sei mesi nell'Ade e sei mesi sulla terra. Beh, è un'altra vita! Che diamine un conto è spostarsi ogni sei mesi un conto farlo tutti i santi giorni! Del tipo: 
"Ci vediamo giovedì?"
"Aspetta che faccio i conti e vedo se mi toccano i vivi o i morti."
"Che fai quest'estate, vai in vacanza?"
"No no,  ho terra e Ade a giorni alterni, non mi posso spostare" 

Peggio degli arresti domiciliari, o dei contadini che devono mungere le mucche ogni giorno. (Poveri contadini.. no, povere mucche)

GLI DEI OSCURI
Cicerone nelle Verrine narra di un sacrario di Cerere a Catania:

"Nella parte più interna si trovava un’antichissima statua di Cerere, che le persone di sesso maschile non solo non conoscevano nel suo aspetto, ma di cui ignoravano persino l’esistenza. Infatti a quel sacrario gli uomini non possono accedere: la consuetudine vuole che le celebrazioni dei riti sacri avvenga per mezzo di donne sia maritate che nubili."

E Proserpina, o Persefone o Core che dir si voglia doveva stare sei mesi sulla terra e sei mesi nell'oscurità dell'Ade? Che questi gemelli siano un'imitazione? Vediamo.

I romani veneravano molto i due gemelli. Narra Dionigi d'Alicarnasso che nella Battaglia del Lago Regillo nel 496 a.c.:

« Nel corso del combattimento apparvero, tanto al dittatore Postumio quanto ai soldati, due cavalieri di età giovanile, assai superiori a chiunque altro per bellezza e per statura. Essi si posero alla testa della cavalleria romana e, respinto l'attacco dei Latini, li misero in fuga. 
È fama che quella sera stessa furono visti nel Foro romano due giovani di straordinaria bellezza, in abito militare, che sembravano reduci da un combattimento e portavano cavalli madidi di sudore. Essi abbeverarono gli animali e si lavarono alla sorgente che scaturisce presso il tempio di Vesta… e a quanti domandavano notizie, riferirono dell'andamento e dell'esito della battaglia e della piena vittoria dei Romani; quindi, allontanatisi dal Foro, non furono visti mai più ».

I Romani capirono subito che si trattava dei divini Castore e Polluce. 

Ma pure nel corso della battaglia del fiume Sagra combattuta intorno al 550 a.c. tra Locri e Crotone i soldati di Locri, meno armati e meno numerosi di quelli di Crotone, vinsero solo dopo l'intervento di due giovani a cavallo, di straordinaria bellezza e di grande valore, che anche in questo caso, a battaglia conclusa, apparvero a Locri per annunciare la vittoria. Anche lì, vennero subito identificati dai Locresi come i Dioscuri. Non si può sbagliare.

E certo che non si poteva sbagliare, altro che tenuta militare, erano nudi, coi ciondoli di fuori ma con il mantello, erano dei maniaci esibizionisti che non si dimenticano, però con il pileo, un copricapo a forma di guscio visto che sarebbero nati da un uovo, e con una stella sulla fronte a significare la costellazione dei gemelli. Molto sexy.

LEDA

GIOVE E LEDA

Giove si invaghì di Leda, ovvero mancava alla sua collezione, se la doveva cuccare a tutti i costi, ma siccome Leda era fedele al marito, al Dio degli Dei venne l'idea di farsi cigno e cuccarsela da cigno.
Ci devono spiegare, come fa un cigno a fecondare una donna? Come fa una donna a produrre un uovo? Suvvia è un mito, ovvero Giove era mitico e funzionava da Dio pure come cigno. Oppure, se per cigno si intende un uccello, anzi l'uccello.. ci può stare.

Ma il mito originario era un po' diverso. Poichè Leda era la moglie di Tindaro e aveva fatto sesso anche con lui, i semi maschili si mischiarono e Leda partorì.. una bimba mortale e una immortale.. no erano una bimba e un bimbo mortali e una bimba e un bimbo immortali... no, erano solo maschi, uno mortale e uno immortale. Un gran guazzabuglio, paese che vai mito che trovi... o è una questione di matriarcato e patriarcato.

I QUATTRO GEMELLI
Insomma il mito nel tempo si è trasformato non c'è male. Perchè a un certo punto si disse che le uova nate erano due, con gemelli bizigoti entro ognuno (eh si perchè i monozigoti hanno lo stesso sesso). Oppure dentro un uovo c'erano due femmine e dentro l'altro due maschi? I pareri sono diversi. Non si sa. Fatto sta che Leda partorì:
Elena - Clitennestra - Castore - Polluce.
Fece 4 gemelli complimenti!
Tutti bellissimi ma non fortunatissimi.

A Clitennestra il marito Agamennone uccide l'ex marito Tindaro, poi le uccide la figlia sacrificandola agli Dei e lei lo ammazza a sua volta. Come darle torto? Però il figlio Oreste uccide Clitennestra e sono tutti felici e contenti perchè così le donne si imparano a vendicarsi se gli ammazzano le figlie.

Elena, invece, sposa di Menelao, fratello di Agamennone, scappa con Paride e fa scoppiare la Guerra di Troia (ogni allusione è puramente casuale) però poi, dopo aver sterminato mezzo popolo, si pente e torna dal marito che in cuor suo pensa che gli è andata bene, perchè invece di cornificarlo poteva ammazzarlo, per cui fa pace e chiude la partita. La differenza tra le due è evidente: Clitennestra sposa un greco mentre Elena uno spartano. I greci schiavizzano le donne, gli spartani, che sono un caso a parte, le rispettano. Ma non basta, perchè viene da chiedersi, in questo guazzabuglio: chi è figlio di chi.

Dunque per Omero (Iliade): la paternità di Clitennestra è dibattuta. Il mito narra che Leda depose un uovo che, schiusosi, lasciò uscire Elena, Castore e Polluce. Quella stessa notte però la donna giacque con il marito Tindaro e partorì dunque Clitennestra, ma alcuni autori sostengono che solo Elena fosse da considerare di origine divina, mentre Polluce e Castore erano figli di Tindaro.

Secondo Pindaro invece (Nemea X), i quattro figli di Leda erano distinti in due gruppi: due, Elena e Polluce, erano divini; gli altri due, Castore e Clitennestra, erano mortali. Infatti Leda depose ben due uova. Dal primo uscì la coppia mortale, Castore (destinato alla morte e alla “resurrezione” grazie a Polluce) e Clitennestra (che non se la fila nessuno), figli di Tindaro; dal secondo spuntarono i due figli di Zeus, i divini Elena e Polluce.



L'ANIMA IMMORTALE

Che si tratti di questo, di conquistarsi un'anima immortale? Sembrerebbe di si, perchè per farlo occorre andare all'inferno, ma non quello cattolico, quello pagano, cioè gli inferi, vale a dire il nero più nero di se stessi. La chiesa cattolica ritiene che guardarsi sia scoprire i propri peccati, cioè una mente condizionata che giudica le proprie azioni (e quelle degli altri), che allegria!

MICIO CON ANIMA (COME TUTTI GLI ANIMA-LI)
Gli orientali sono un po' più umani perchè dicono di osservare la propria mente. Eh si, ma per vedere la mente bisogna stare in un angolino fuori di essa, e la maggior parte della gente ci affoga dentro. Per le cosiddette vie iniziatiche occorre osservare senza giudizio i propri sentimenti, per la psicoanalisi occorre ricordare il passato doloroso e cancellato, pertanto i sentimenti più profondi.

Chi ne è capace? Le donne sicuramente molto più degli uomini, a meno che non siano gay. I gay hanno una certa capacità di indagine, i "maci" nessuna. Spieghiamoci meglio, l'anima immortale è in dotazione alla nascita, ma molta gente se la perde per strada. L'anima va cercata e coltivata ponendo attenzione e rispetto alle proprie emozioni, ai sentimenti, agli istinti.

Chi va solo di testa perde l'anima, la atrofizza. Gli uomini tendono molto più delle donne a perdere l'anima. Vi sono tuttavia uomini con un'anima femminile e donne con un'anima maschile, ma sono una minoranza, vale a dire che vi sono uomini che accrescono la loro anima e donne che la perdono, ma sono una minoranza.



IL MITO

Pertanto il mito è molto mistificato. Non a caso in genere si trattava di due donne, madre e figlia, o sorelle, delle quali una doveva scendere nell'Ade e l'altra riportarla nel mondo dei vivi, in questo modo l'eroina partecipava delle due nature, mortale e immortale, mente e anima.

L'idea di un paradiso cristiano dove si giunge con la mente intatta è una grossa corbelleria. La mente è mortale, l'anima, se la si coltiva, no. La mente è legata al cervello e se il cervello muore la mente è caput. Dunque la Madre Natura, Leda, partorisce due gemelli, un fratello e una sorella, lui mortale e lei immortale. La sorella si commuove per il destino mortale del fratello (e non può essere il contrario perchè le donne sono più generose) e la Madre Divina consente ad ambedue di essere partecipi di entrambi i mondi.

Ma lei, la donna, già lo era! Si, però lo insegna a lui, gli dà la mela dell'albero della conoscenza, cioè gli trasmette la sua conoscenza. E ma sono i Sacri Misteri! Esatto,
i Sacri Misteri li insegnarono: le donne alle donne,
poi le donne alle donne e agli uomini,
poi gli uomini alle donne e agli uomini...
e non erano più i Sacri Misteri ma una pagliacciata.
I Sacri Misteri non si trasmettono attraverso la mente, infatti non furono mai scritti.
Un uomo può ritrovare la propria anima mediante una donna che l'abbia conservata.
Eccezionalmente può mantenerla anche da solo, ma è un ago in un pagliaio.



CORO DELLE SACERDOTESSE

Venite a noi maschi della terra
vi sveleremo i segreti degli inferi
e vi daremo la morte
per farvi rinascere liberi.

Venite a noi maschi della terra,
noi siamo l'ultima porta
e il salto nell'infinito,
Noi siamo l'Eterno Divenire.

"Se non mi immergo non muoio ma nemmeno vivo"



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