mercoledì 16 dicembre 2015

GANESH - GANESHA





Nella religione induista, Ganesha o Ganesh (Sanscrito Gaṇeśa) o Shri Ganesha (dove shri è un sostantivo femminile sanscrito che indica la "luce radiata"), è il Dio figlio primogenito di Śhiva e Parvati, raffigurato con una testa di elefante provvista di una sola zanna, ventre enorme e quattro braccia, mentre cavalca o viene servito da un topo.

Spesso è rappresentato seduto, con una gamba sollevata da terra e ripiegata sull'altra, nella posizione della Lalitasana, segno di calma, regalità e illuminazione.

Da tenere presente che Ganesha è stato generato dalla Madre Parvati senza l'intervento del marito Shiva. Egli non è sposato ma nell'India del nord, invece, è sposato a tutte e due le figlie di Brahma: Buddhi (intelletto) e Siddhi (potere spirituale). Oppure è sposato con: Sarasvathi (Dea della cultura e dell'arte) e Lakshmi (Dea della fortuna e della prosperità), le qualità che accompagnano chi ha scoperto la propria Divinità interiore.

Ma perchè ne abbia sposato due non ce lo raccontano, l'induismo non è poligamico, e allora come si spiega? Misteri sacri, o forse il Dio voleva rifarsi del fatto che la Madre lo aveva partorito senza padre, uno strapotere che forse lo destabilizzava.

Ed ecco l'nterpretazione degli attributi di Ganesha:
  1. testa d'elefante: fedeltà, intelligenza e potere discriminante;
  2. una sola zanna (e l'altra spezzata) capacità di superare ogni dualismo;
  3. larghe orecchie saggezza, capacità di ascolto e riflessione sulle verità spirituali;
  4. proboscide ricurva: facoltà di discriminazione tra reale ed irreale;
  5. il Tridente sulla fronte (simbolo di Śiva), cioè potere sul Tempo passato, presente e futuro.
  6. il ventre obeso poiché contiene infiniti universi, ma anche l'equanimità, la capacità di assimilare qualsiasi esperienza con sereno distacco;
  7. la gamba che poggia a terra e quella sollevata indicano la partecipazione alla realtà materiale e a quella spirituale;
  8. L'ascia, in una mano, simbolo della recisione di tutti i desideri, apportatori di sofferenza; 
  9. il lazo nella seconda mano, simbolo della forza che lega il devoto all'eterna beatitudine del Sé;
  10. la terza mano, rivolta al devoto, è in un atto di benedizione;
  11. la quarta mano tiene un fiore di loto (padma), il massimo dell'evoluzione umana.
  12. La sua cavalcatura è un topolino, che rappresenta la mente coi suoi desideri; cavalcandolo ne diviene padrone. Inoltre il topo viene spesso raffigurato con un piatto di dolci, e lo sguardo rivolto a Ganesha mentre tiene un boccone tra le zampe, come in attesa di un suo ordine; rappresenta la mente assoggettata all'intelletto, la mente sottoposta ad un ferreo controllo, che fissa Ganesha e non si accosta al cibo se non ne riceve il permesso.


IL MITO

Madre Parvati volle fare un bagno nell'olio, ma offesa per una visita improvvisa di suo marito Śiva mentre si stava lavando, creò un ragazzo dalla farina di grano di cui si era cosparsa il corpo e gli chiese di non far entrare nessuno.

In quel frangente Śiva tornò a casa e, trovando sulla porta uno sconosciuto che gli impediva di entrare, lo decapitò con il suo tridente. 

Parvati ne fu addolorata. Allora Shiva inviò le schiere celesti a prendere la testa di qualsiasi creatura avessero trovata addormentata con il capo rivolto a nord.

Essi trovarono un elefante che dormiva in tal modo, e ne presero la testa; Śiva la attaccò al corpo del ragazzo e lo resuscitò. Ecco perchè Fanesha ha la testa di elefante.


LA VERITA'

1) testa d'elefante: fedeltà, intelligenza e potere discriminante;
Che Ganesha sia una femmina lo vedrebbe pure un cieco, è perfino incinta, è ingioiellata e in qualità di elefante è il simbolo della Madre Terra. 

L'elefante è solido, è pesantone, è stabile. pertanto anche nei sogni si incontra come simbolo della Terra o della Materia intesa come realtà.

Il mito tenta di giustificare il perchè della testa di elefante, in realtà in tempi antichissimi era proprio un'elefantessa gravida. 

Per giunta l'elefantessa è una matriarca e non segue alcun maschio, esattamente come la Dea Vergine, ovvero la Grande Madre Mediterranea.

In quanto alla testa di elefante che significhi: fedeltà, intelligenza e potere discriminante... ma che si sono inventati?
Al massimo l'elefante può essere citato per la memoria, la fedeltà a chi, a chi lo ammaestra forse? Quella non è fedeltà e soccombere al più forte. In quanto al potere discriminante, forse la femmina ne ha per guidare il branco, visto che lei è la matriarca, ma il maschio che vive per fatti suoi e compare solo quando si vuole riprodurre, che discrimina?

2) una sola zanna (e l'altra spezzata) capacità di superare ogni dualismo; supera il dualismo spezzandosi la zanna? Sembra masochismo, ma che ignoranza.
La zanna spezzata è l'energia della Grande Madre che è in calo, ma solo in un lato. La Luna, da sempre simbolo della Grande Madre, era spesso simboleggiata con il corno lunare, crescente o decrescente.

Le Dee egizie, come Iside, avevano il crescente lunare sul capo, simboleggiato con il quarto lunare con i corni rivolti in alto. Il crescente lunare è simbolo di nascita e crescita. Il decrescente lunare, con i corni volti verso il basso, è simbolo di vecchiaia e morte. Sono le fasi delle creature senzienti della terra. Tutto rientra nella natura.

Però guarda caso, la Madonna calpesta sotto il vergineo piede il decrescente lunare, che male le avrà fatto la luna? Per giunta decrescente lunare, serpente e demone si alternano o si assommano nelle varie immagine votive sotto al suo piede. Tranquilli, è solo l'odio della Chiesa Cattolica per tutto ciò che è femminile, da sempre.

Ma come mi si obietta, e la Madonna? Poverina, è una Grande madre molto addomesticata, perchè fa da umile ancella, nega la femminilità, la natura e l'istinto. Non è neppure la paredra di Dio, è madre del figlio di Dio eppure non rientra neppure nella SS. Trinità, che apparteneva di diritto proprio alla Grande Madre.

Comunque il corno spezzato non è il superamento del dualismo, perchè allora ci sarebbe, come accadde per l'unicorno, un corno unico. Il dualismo non si risolve spezzandolo ma riunificandolo.

Il corno spezzato è il decrescente lunare portatore della Luna Nera, è la vita portatrice della morte, quella di cui nella società maschilista e mentale è proibito parlare perchè porta sfiga (in realtà perchè fa paura).

3) larghe orecchie saggezza, capacità di ascolto e riflessione sulle verità spirituali. Ma perchè, avete mai visto un elefante senza orecchie? Perchè se le orecchie sono un simbolo di per sè allora siamo tutti saggi e capaci di ascolto (magari!). Se un artista dipinge una rana con le orecchie potremmo dire che le orecchie sono un simbolo, ma un elefante le orecchie le ha di suo, quindi non è un simbolo! E' una realtà. Ma questi non sanno neppure cosa è un simbolo. Passiamo oltre.

4) Proboscide ricurvo capacità di discriminazione tra reale e irreale, e perchè? Allora si potrebbe dire che il braccio piegato di una divinità significhi la stessa cosa. Ci risiamo di nuovo, la proboscide non è un simbolo, è una parte del corpo dell'elefante a volte distesa a volte piegata a volte in funzione in vari modi. Passiamo oltre.

5) Il Tridente sulla fronte (simbolo di Shiva), cioè potere sul Tempo passato, presente e futuro. E che c'entra il tridente con il tempo? 

Perchè presente passato e futuro sono tre? 

Pure gioa dolore e tranquillità sono tre, un'infinità di cose sono tre ma non per questo rimandano al tempo. 

Il tridente è un forcone usato in agricoltura o un'arma per colpire i pesci grossi, ed è simbolo non solo di Shiva ma pure di Nettuno.,,, e ce l'ha pure Satana... non è strano? 

Il Tridente di Nettuno forse è semplicemente l'arma per cogliere i pesci del mare, ma il mare è la nostra profondità, è il nostro inconscio.

Il tridente dunque dona a Nettuno il potere sulle acque, tanto sulle onde che nella profondità, e altrettanto dà a Shiva, colui che è padrone delle acque emozionali.

In quanto a Satana, uomo con testa coda e zampe di capro, come non riconoscere l'istinto forte e pure lussurioso ma anche cieco dell'uomo? Anche Satana opera sulle emozioni, ma, al contrario di Shiva, non sublima un tubo. Ora Saturno era il Dio del tempo, ma Nettuno lo era del mare, e Shiva un non so che di marino ce l'ha, anche perchè spesso è di colore azzurro.
Diciamola tutta, il tridente è l'antico forcone simbolo dei tre mondi: terra, luna e inferi. Era il simbolo della Grande Madre, o almeno uno dei suoi, 

6) Il ventre obeso poiché contiene infiniti universi, ma anche l'equanimità, la capacità di assimilare qualsiasi esperienza con sereno distacco; E gli infiniti universi li contiene nella pancia? Che se li è mangiati? Questo è come il Budda cinese, prima del digiuno e dopo il digiuno, come se prima del digiuno avesse mangiato a crepapelle, alla faccia della buddità!

Diciamola tutta, là dove sono state sostituite le Grandi Madri, spesso incinte perchè la Madre Terra partorisce creature in continuazione,
gli Dei maschili vengono rappresentati con la pancia, con le tette o con un corpo totalmente femminile, spesso anche col viso femminile. Il tutto affinchè questa transgenia potesse essere digerita lentamente dai fedeli.

7) la gamba che poggia a terra e quella sollevata indicano la partecipazione alla realtà materiale e a quella spirituale;
Sulla gamba che poggia a terra e l'altra no ci siamo, la Dea Natura è visibile e invisibile, e pure le sue creature partecipano ai due mondi, perchè è invisibile solo per noi mortali. chiusi come siamo nella scatola della mene artefatta. Siamo gli unici a non vederla tale.

8) L'ascia, in una mano, simbolo della recisione di tutti i desideri, apportatori di sofferenza.
Ma davvero sono i desideri la fonte della sofferenza? Noi crediamo siano i maltrattamenti, le angherie, le torture, gli assassini, lo sfruttamento, la dominazione di tutti i più forti sui più deboli. C'è anche la malattia, e il veder soffrire le persone care, i bambini, gli animali trattati come oggetti da usare in qualsiasi modo. I desideri insoddisfatti sembrano davvero il minimo.

Quella dell'ascia che taglia tutti i desideri è una panzana tutta maschile. I desideri non vanno tagliati, vanno capiti, perchè se li tagliamo organizziamo una stupenda nevrosi, come ebbe ben a spiegare un certo Sigismondo Freud.

L'ascia recide il filo della vita, cosa che la mente maschile tenta disperatamente di ignorare. La Natura del resto è Signora della nascita, della crescita e della morte di tutte le creature.

9) Il lazo nella seconda mano, simbolo della forza che lega il devoto all'eterna beatitudine del Sé; altra panzana, il lazo ci lega alla natura e quindi ai ritmi e pure ai cicli della natura, si possono accettare ma non si possono evitare. E si possono accettare solo se usciamo dalla scatola della mente.

10) La terza mano, rivolta al devoto, è in un atto di benedizione; veramente non è sempre così, perchè a volte contiene vari oggetti ad esempio dolci, ma sicuramente è un' aggiunta postuma per la festività.
Talvolta invece irradia una luce dalla mano che generalmente ha impressa una svastica che va in senso orario, come la svastica nazista. Ovviamente sono i nazisti che l'hanno copiata.

Il buffo è che in genere la svastica verso sinistra, cioè in senso orario, viene intesa come il divenire distruttivo, mentre quella che gira verso destra è intesa in senso costruttivo. Il fatto però è che l'interpretazione è maschile, ovvero maschilista, tanto è vero che tutto ciò che nella nostra cultura è sinistro... è sinistro, come dire un aspetto sinistro, un suono sinistro ecc., cioè cupo, minaccioso, malefico o satanico.

Infatti l'inconscio è legato al lato sinistro e la coscienza al lato destro. Tutto ciò che è interiore è diventato sinistro per la Chiesa Cattolica. Il famoso "Conosci te stesso" iscritto, come narra Plutarco, sul tempio della Madre Terra è sinistro per la Chiesa che richiede solo l'obbedienza alle regole, possibilmente col massimo dell'ignoranza.

Non a caso nutrirsi dell'albero della Conoscenza fu peccato gravissimo,e non a caso la Chiesa Cattolica al suo avvento nell'impero romano ormai in decadenza fece chiudere tutte le scuole, lasciando solo le proprie per i seminaristi, più o meno come l'islamismo con le scuole coraniche.

11) la quarta mano tiene un fiore di loto (padma), il massimo dell'evoluzione umana. Indubbiamente il fiore di loto, come la rosa per noi occidentali, rappresenta la fioritura dell'anima.

12) La sua cavalcatura è un topolino, che rappresenta la mente coi suoi desideri; cavalcandolo ne diviene padrone. Il topo con un piatto di dolci, e lo sguardo a Ganesha mentre tiene un boccone tra le zampe, rappresenterebbe la mente sottoposta ad un ferreo controllo, che fissa Ganesha e non si accosta al cibo se non ne riceve il permesso.

Anche questa è una panzana tutta maschile. Secondo un mito una divinità dell’aria, il Gandharva Kraunka, insultò un grande maestro, e per questo venne trasformato in un enorme topo che entrò in un villaggio e fece enormi danni. Il capo-villaggio chiese aiuto a Ganesh, il quale domò il topo e ne fece il proprio veicolo. Il topo simboleggerebbe i desideri più bassi e meschini che corrodono lo spirito.

Il maschile giudica e non comprende. Anzitutto il topo doveva essere una antica divinità sicuramente femminile punita con la trasformazione. Esiste ancora in India una Dea dei topi. Karni Mata, e nel suo tempio si allevano topi che girano tranquilli e sicuri in mezzo ai visitatori e ai fedeli, e non portano alcuna malattia. E poi il topino non è un essere nè meschino nè sciocco. Il topo è molto intelligente e capace di grandi sentimenti. Ma siccome è dannoso per l'uomo in quanto attenta alle sue provviste viene odiato.

Comunque la storia della cavalcatura è un'intromissione maschile. Il topino mangia ai piedi di Ganesha perchè lei sostiene tutti gli esseri, topino compreso. A volte beve in una ciotola di latte, perchè Ganesha era la terra che nutre tutti gli esseri senzienti. 

Questo è l'alto valore del femminile. La donna si preoccupa della famiglia e dei piccoli altrui, ed ha pena per chi soffre. L'uomo bada ai fatti suoi. Basta vedere dentro casa, anche se ha lavorato fuori di casa la donna si preoccupa subito del cibo di tutti, cucina, sistema, lavora, mentre l'uomo accende la TV.

Il mito di governare la mente non è un mito, nel senso che è fattibile, ma solo attraverso la consapevolezza. Chi spera di zittire la mente con gli esercizi o la pratica è un illuso. Non si cambia se non si è capaci di guardare dentro se stessi. Non si può guardare sott'acqua senza immergersi.

"SE NON MI IMMERGO NON MUOIO MA NEMMENO VIVO"




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1 commenti:

janu on 11 dicembre 2017 16:23 ha detto...

Ulteriori informazioni sulla dea Ganesha, più bibliografia:

http://tempiodelladea.blogspot.it/2016/04/la-dea-elefantessa-vinayaki-shakti-di.html?m=1

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