giovedì 16 febbraio 2017

CHI HA PAURA DELLA SVASTICA?



ERIS GRECA (fig. 1)
Nell'antica Grecia, Eris era la Dea della discordia, in italiano detta Eride, figlia legittima, secondo Omero, di Zeus e di Era. È legata ad Ares, Dio della Guerra, cui spesso si accompagna.

Secondo un altro mito era stata concepita da Hera senza Zeus, semplicemente toccando un fiore, ma pure Ares si ritiene generato toccando un fiore, diamine, meno male che non faceva la fioraia...

Beh un significato questo ce l'ha. Se Hera in tempi più antichi fu una Dea Primigenia, faceva figli senza bisogno di partner, insomma era una Grande Madre. Ne conseguirebbe che Eris potrebbe essere un'ipostasi di Hera.
Per Esiodo invece sua madre fu la Notte, che la generò senza bisogno di accoppiarsi, ed ecco un'altra Grande Madre. Ma secondo Igino la Notte la concepì con Erebo, che viene da Èrebos, che significa "Tenebre"

In quest'ultimo mito Eris risulterebbe secondo alcuni appartenere all'era preolimpica, e in effetti il suo ruolo è  tipico delle personificazioni di concetti: la Dea sarebbe l'incarnazione di una delle forze istintuali cui sono soggetti i mortali e le divinità, senza una storia propria, oltre a quelle della sua funzione. Ma gli Dei preolimpici erano i Titani e le Titanesse, Dei più arcaici e meno maschilisti. Difatti come antica Dea Eris forgiò l’Alabarda con cui la regina delle Amazzoni, Pentesilea, combatté nella guerra di Troia.

Le religioni preolimpiche erano lunari e non solari, per cui alludevano alla notte dell'anima che andava rischiarata mediante un viaggio nell'Ade.

LA GORGONE DI SIRACUSA (fig. 2)
Erano la religione del "Conosci te stesso", che non apparteneva al tempio di Apollo a Delo, nel senso che vi stava scritto, ma l'aveva copiato dal tempio della Madre Terra che era stato distrutto dai nuovi sacerdoti apollinei. Ce lo riferisce direttamente Plutarco.

Le religioni lunari partivano dalle tenebre (Erebo) per raggiungere la luce, valendosi del flebile chiarore della luna, i cui raggi non fugano le tenebre ma consentono di vedere i fantasmi.

Le religioni solari invece partivano (e partono) dal principio che nell'anima non c'è nulla da svelare, gli unici misteri sono quelli del Dio maschio che non li svela nessuno.

Eris, Erebo, ma non ricorda un po' il nome di Hera? E non ricorda pure un po' il nome di Hares? E un po' pure quello di Eros, anche lui Dio preolimpico?

Si dice che Hera venga da Aes - Aeris, il bronzo, ovvero l'inizio dei segni e delle monete, tutto ciò che serve per contare, il tempo, lo spazio e i soldi. Insomma è il mondo del Divenire, ciò che è in continua trasformazione.

Ma guardiamo bene la figura, non ricorda qualcuno? Ebbene si, per esempio ricorda la Gorgone, quella a cui il volenteroso Perseo taglia la serpigna testa. Nella fig.2 si nota il ginocchio a terra, si nota meno il movimento del braccio perchè trattiene con sè il pegaso, il cavallo alato che in realtà sgorgò dal suo sangue.

LA NIKE DI DELO (fig. 3)
Nell'immagine il cavallo è preconizzato, in realtà le ali del cavallo rappresentano le ali mancanti della Gorgone. La divinità poggia a terra il ginocchio destro e tiene alzato il sinistro.

Ma se la Dea era così malvagia, come mai i romani la dipingevano e la scolpivano in ogni dove per tutto l'impero?

Cosa curiosa, Eris, nella figura 1, corre nel famoso stile del ginocchio a terra, ma pure la Gorgone corre col ginocchio a terra, e poggia il ginocchio sinistro mentre solleva il destro. Cambia qualcosa? Forse si.

Dove altro l'abbiamo visto? Ah si, nella cosiddetta Nike di Delo. Ce ne sono due immagini, una alata e una senza ali.

Quella alata, nella fig.3, fu detta da Plinio "La prima a cui vennero poste le ali" Ma ce n'è pure un'altra nella stessa posizione ma senza ali.

La figura che tocca terra con un unico ginocchio, dove le braccia sono spesso una alzata e l'altra abbassata come in una svastica, sono un'immagine della Natura, o del Divenire, del Transeunte.
La Grande Madre corre, ovvero scorre il tempo ma lei è immortale e non cambia mai. Però corre il tempo, passano le stagioni e lei si trasforma. La natura nasce, cresce muore e rinasce, e noi con lei.

In effetti non è la natura che cambia, ma cambia invece sua figlia/o, la vegetazione annuale che nasce cresce e muore in  un continuum di morte e rinascita.

NIKE CORRE IN GINOCCHIO (fig. 4)
Gli antichi nei Sacri Misteri usavano distinguere una Natura Naturans e una Natura Maturata. La prima è lo spirito della natura, la seconda è l'aspetto che ne osserviamo.

Lei è la Ruota del Divenire, o Ruota della Fortuna, ovvero la ruota della vita. Era la figura classica del matriarcato che fu non poco sostituita e mostrata in fase patriarcale. Dunque la Eris corre col ginocchio a terra ed ha le ali, ha le ali come la Nike, che abbia a che vedere?

In questa fase patriarcale però la Dea diventa terribile, come Gorgone o Medusa, perchè portatrice del concetto di transizione e quindi  di morte. Dove corre la Dea Madre di tutte le creature? Dipende, qualcuno la vede correre verso la morte, qualcuno verso la vita, e hanno ragione ambedue.

Nella fig. 4 c'è l'altra Nike di Delo, quella senza ali, che corre però col ginocchio a terra. Anche qui una mano alzata e un ginocchio a terra.

Ma della figura che viene descritta come "quella che corre in ginocchio", per cercarne le orme più antiche dobbiamo rifarci niente di meno che ad un'immagine egizia di tre Anubis in ginocchio.

Anubis è il compagno di viaggio di Iside, è uno sciacallo nero, ovvero una luna nera, mutevole e triforme, nell'eterna danza della natura.

ANUBIS (fig. 5)
Il fatto che Anubis rappresenti la Dea triforme, o trina, di nascita, crescita e morte, non deve stupire.
Il Dio nero è la faccia oscura della Dea, così come esistono le Madonne nere che rieditano in realtà la Diana Nera, o Luna nera.

Diciamo che col patriarcato alcune immagini femminili divennero maschili, anzi parecchie immagini divennero maschili.

Ma già verrebbe da esprimere qualche dubbio, perchè nella Nike si corre e qui si danza con un ginocchio a terra, ma soprattutto come mai gli Anubis sono tre, quando il Dio Anubis era solo uno? Forse perchè la Dea era triplice in quanto datrice di vita, di nutrimento e di morte? Diremmo di si. Ma allora i maschi che ci azzeccano? Un bel niente ma i maschi si sono fregate tutti gli attributi, facoltà e simbolismi del femminile. Non sanno inventare, per cui devono copiare. Così come il cristianesimo copiò in toto gli esecrati pagani.

Dunque nella pittura dei tre Anubis la posizione diventa ancora più chiara,  è la posizione cosiddetta a Svastica, un antichissimo simbolo caro tanto ai veda, all'induismo e al buddismo, simbolo anch'esso del divenire universale, ovvero dell'avvicendarsi vita-morte-vita nell'eterno divenire della natura.

SVASTICA DESTRORSA (fig. 6)
Nella fig. 5, osserviamo infatti il triplice Anubis che, alcuni studiosi, piuttosto fantasiosi, riferiscono stiano danzando.

Qui è molto più evidente, formano una svastica, col braccio destro abbassato e quello sinistro alzato, col ginocchio sinistro abbassato e quello destro alzato.

E' l'eterno divenire del mondo, è il tempo che passa, perchè, come precisavano le antiche meridiane: "Tempus fugit".

Per rendere la cosa più chiara abbiamo riportato qui sotto, nella fig. 6, un antico simbolo indiano, così antico da appartenere all'india-prearia, quella precedente all'invasione ariana (e maschilista)

Come si vede la svastica ripete lo schema del movimento, esattamente come  le due Nike "che corrono" o come  i tre Anubis della religione egiziana o la Gorgone della Magna Grecia in Sicilia.

Ora sappiamo che la triplice era solo la Luna, anzi la Dea, come colei che dava la vita, nutriva e dava la morte. Era la Dea Trina da cui fu estratta nel cristianesimo la SS. Trinità fatta guarda caso da tre maschi. Altrettanto per questi tre Anubis.

In quanto al ginocchio alzato o abbassato, e il braccio alzato o abbassato. cioè il destro o il sinistro, esso ha un suo valore. Nei tempi più remoti si usavano di più la mano sinistra e la gamba sinistra, mentre da un certo momento in poi, come oggi, si usano di più la mano e la gamba destra.

SVASTICA DESTRORSA
Prima eravamo sinistrimani e successivamente siamo diventati destrimani. E' una faccenda di connessioni cerebrali, da quando l'emisfero sinistro si è specializzato col centro del linguaggio, essendo le connessioni incrociate, noi abbiamo specializzato il nostro lato corporeo destro, specialmente la mano destra.

Ed Eris che c'entra? Perchè da Grande Madre Svastica è diventata Dea della Discordia? Per due ragioni, la prima è banale, in quanto la maggior parte delle Grandi Dee del passato sono diventate demoni malvagi. La seconda è che il divenire è disarmonico e conflittuale, come la Dea della Discordia.

In realtà non è lei ad essere discordante, ma la nostra mente, che allontana e cela la verità sulla morte. Nei cicli vitali c'è una grande armonia, ma non in noi, che ne proviamo una grande paura.

Particolare interessante: l'India prearia aveva tra i simboli due svastiche, una destrorsa e una sinistrorsa. Ambedue raffiguravano il divenire del mondo, ma nell'India prearia rappresentavano il lato notturno e il lato diurno del mondo in divenire.

Si dice che mentre la svastica sinistrorsa rappresenti l'aspetto solare, la svastica destrorsa ne rappresenti l'aspetto lunare.

Vale a dire che accanto all'aspetto creativo del divenire ne consegue un aspetto distruttivo con segno a direzione inversa.

Guarda caso il simbolo scelto dai nazisti è quello distruttivo, anche se tutto ciò riguarda esclusivamente la nostra mentalità moderna occidentale.

La rappresentazione della fig. 1 della Dea Eris sarebbe in effetti un'immagine sinistrorsa e pertanto costruttiva, che mal si accorderebbe coll'intento distruttivo della Dea, mentre l'immagine della Nike di Delo, nelle fig. 3 e 4 sarebbero una svastica destrorsa, pertanto simbolo di devastazione.

Ora attribuire questo senso alle svastiche è un meccanismo puramente mentale, in quanto nella mente degli antichi ogni svastica conteneva l'altra e la completava.

Sarebbe come dire che che l'autunno e l'inverno siano l'aspetto distruttivo della natura (nei climi temperati), mentre la primavera e l'estate ne siano l'aspetto costruttivo.



Le stagioni si susseguono con il loro ciclo di morte e rinascita ma in questo non vi è alcun desiderio di provocare distruzione o creazione.
Perfino nel nostro corpo vi è un continuo alternarsi di morte e rinascita. Le nostre cellule continuamente muoiono e rinascono si che un individuo (cellule cerebrali a parte) non conserva quasi nulla delle sue cellule iniziali della nascita.

Ma c'è qualcosa in noi che supera questo ritmo di vita morte, ed è la coscienza di sè, intesa come autoconsapevolezza.

Questa dà il senso della continuità della nostra vita. La stessa cosa per la natura. Pertanto Eris è discordia per la paura delle menti umani, ma non è discordia di per sè. Al contrario di per sè Eris è movimento, che si perpetua nel ciclo e riciclo continuo di nascita - morte e rinascita.

"SE NON MI IMMERGO NON MUOIO, MA NEMMENO VIVO"




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1 commenti:

janu on 6 maggio 2017 21:05 ha detto...

Noto che Buddha ha una sv. sinustrorsa: religione solare (= improntata alla razionalità) ?

P.s. comunque ho appena scoperto questo blog, è semplicemente bellissimo!

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